Ruoppolo Teleacras – Operazione “Grande fratello”

Il servizio di Angelo Ruoppolo (www.facebook.com ) Teleacras Agrigento del 14 aprile 2011. Le telecamere spiano il “Grande fratello” della droga allo Zen di Palermo. I carabinieri arrestano 25 presunti spacciatori autorizzati da Cosa nostra. Ecco il testo : Palermo, lo Zen, Zona espansione nord. E nel quartiere, il 20 per cento dei ragazzi non studia oltre il diploma di scuola elementare. Gioventu’ bruciata, che insegue il miraggio del guadagno, facile e subito. E anche il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Michele Alajmo, che ha firmato gli arresti, ha scritto che lo spaccio di droga allo Zen e’ favorito dal degrado ambientale, la poverta’ e la mancanza di lavoro ”. E cosi’ basta piazzare una telecamera e osservare. E i carabinieri, coordinati dall’aggiunto Maurizio Scalia e dal sostituto Maurizio Bonaccorso, hanno nascosto gli obiettivi. Il “Grande fratello” della droga allo Zen di Palermo e’ stato in onda nelle centrali operative. Traffico e spaccio al dettaglio di eroina, cocaina, hashish e marijuana, e la presunta benedizione della Cosa nostra del mandamento di San Lorenzo. Tanta sarebbe stata la fame di denaro che gli spacciatori, nonostante avessero scoperto le telecamere, avrebbero proseguito le attivita’ , con prudenza e attenzione, tanto da raccomandare ai clienti: “Si’, stai attento, qui si, li’ no, perche’ spiano, come al Grande fratello ”. Lungo una stessa strada avrebbero lavorato anche piu’ spacciatori, ognuno con almeno 40

Rom bastardo: inchiesta su razzismo in Italia – Parte 2 di 3

Sporchi, ladri, farabutti, scansafatiche e contrari a ogni integrazione? Oppure cittadini normali con una loro cultura, usanze e stili di vita? Chi sono i rom? Da queste domande parte un documentario realizzato dai giornalisti e collaboratori di Focus Carolina Borella, Franco Capone e Andrea Minoglio che cerca di analizzare e smontare alcuni dei luoghi comuni sui rom, oggi oggetto di una campagna discriminatoria e razzista. Il titolo è volutamente provocatorio “Rom bastardo”. Perché lo si è scelto? “Romeni bastardi” è la scritta che campeggia su un muro di fianco a un gruppo di case a Pavia, dove vivono alcune famiglie di rom. Segno evidente di un doppio luogo comune e, soprattutto, del un nuovo clima di razzismo dilagante, oggi, in Italia. Quello che vuole tutti i romeni inevitabilmente rom. E quello che vuole tutti i rom inevitabilmente “bastardi”. Non a caso “ve ne dovete andare bastardi” era anche la frase più urlata dalla gente a Napoli mentre venivano bruciate le baracche di un campo rom. Imparare dalla storia? “Stirpe di Caino” avrebbero invece detto i notabili dei governi autoritari europei di quattro secoli fa, quando iniziarono a porre quel marchio razziale che indusse i nazisti a sterminare, assieme agli ebrei, mezzo milione di rom. Ma i rom sono davvero “sporchi, nomadi, ladri”? Sono loro a produrre “sporcizia” o alcuni italiani, invece, li usano come alibi per le proprie discariche esistenti proprio vicino ai loro campi? È vero che rifiutano l’integrazione

RIDICOLI E INQUIETANTI PARADOSSI DEL CANONE RAI su telelombardia PARTE 2

il seguito della PARTE 1 su youtube

Travaglio – Le ridicole Commissioni Parlamentari d’Inchiesta

Travaglio nella rubrica “Arrivano i mostri” ad Annozero ci spiega le ridicolaggini delle nostre Commissioni d’Inchiesta in Italia

Rom bastardo: inchiesta su razzismo in Italia – Parte 3 di 3

Sporchi, ladri, farabutti, scansafatiche e contrari a ogni integrazione? Oppure cittadini normali con una loro cultura, usanze e stili di vita? Chi sono i rom? Da queste domande parte un documentario realizzato dai giornalisti e collaboratori di Focus Carolina Borella, Franco Capone e Andrea Minoglio che cerca di analizzare e smontare alcuni dei luoghi comuni sui rom, oggi oggetto di una campagna discriminatoria e razzista. Il titolo è volutamente provocatorio “Rom bastardo”. Perché lo si è scelto? “Romeni bastardi” è la scritta che campeggia su un muro di fianco a un gruppo di case a Pavia, dove vivono alcune famiglie di rom. Segno evidente di un doppio luogo comune e, soprattutto, del un nuovo clima di razzismo dilagante, oggi, in Italia. Quello che vuole tutti i romeni inevitabilmente rom. E quello che vuole tutti i rom inevitabilmente “bastardi”. Non a caso “ve ne dovete andare bastardi” era anche la frase più urlata dalla gente a Napoli mentre venivano bruciate le baracche di un campo rom. Imparare dalla storia? “Stirpe di Caino” avrebbero invece detto i notabili dei governi autoritari europei di quattro secoli fa, quando iniziarono a porre quel marchio razziale che indusse i nazisti a sterminare, assieme agli ebrei, mezzo milione di rom. Ma i rom sono davvero “sporchi, nomadi, ladri”? Sono loro a produrre “sporcizia” o alcuni italiani, invece, li usano come alibi per le proprie discariche esistenti proprio vicino ai loro campi? È vero che rifiutano l’integrazione

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